Innocenza Scerrotta Samà

nasce a Catanzaro, dopo la laurea per molti anni si dedica all’insegnamento, attualmente vive tra Catanzaro e Firenze, si interessa esclusivamente di letteratura e poesia.

In poesia esordisce con Per un mondo migliore, 1985; seguono A fil di voce, 1990; Come sorella, con presentazione di Oriana Fallaci; Il colore del gelso, 1995; Fra i rovi del dubbio, 1997; Quale volto, 1999; Dal sangue di Medusa, 2002; Il peso del silenzio, 2004. Presente su numerose antologie di poesia contemporanea, tra cui, Nostos. Poeti degli anni Novanta a Firenze a cura di Franco Manescalchi; La poesia centro meridionale e insulare a cura di Vittoriano Esposito; Donna verso (percorso e scritture poetiche di fine millennio), a cura di Angelo Lippo; Il respiro delle mimose, a cura di Angelo Lippo; Poeti e scrittori allo specchio e Poesia calabrese contemporanea a cura di Cesare Mulì; Carteggio, a cura di Franco Manescalchi e Liliana Ugolini.

COMMENTO CRITICO: 

La poesia di Scerrotta Samà nasce dalla correlazione dinamica tra una meditata componente lirica da un lato e una vibratile componente panica dall’altro. Il mondo lirico delle emozioni del poeta è continuamente presente ed auscultato nelle sue tre espressioni fondamentali e ricorrenti, che sono l’Io poeta, l’alterego e una rete di relazioni parentali ed amicali che compongono il lessico familiare del poeta, su cui si radica l’identità del quotidie. Il mondo della natura, invece, è avvertito come il respiro panico dell’universo, delle stagioni, del decorso del tempo che segna i colori e le forme del paesaggio mediterraneo e che a specchio illumina e raramente oscura l’animo del poeta.

Tra l’emozione lirica e la visione panica è sottesa una geometria esatta delle sensazioni che rende la poesia di Scerrotta Samà un percorso ordinato e direzionato verso l’obiettivo definito e definitivo: l’accettazione del dolore e dell’apparente in­giustizia della sorte nella fede della redenzione rifondatrice della vita sui valori della cristianità.

Sandro Gros-Pietro