Fernando Maina

è nativo di Caslano (Svizzera), borgata insubrica di frontiera sul lago di Lugano, e ivi vive da sempre.

Ha insegnato per oltre un ventennio in alcune scuole del suo Malcantone ed è stato, per una decina d’anni, bibliotecario in quella di Bedigliora.

Sposato con Lorenza, ha due figli: Stefania e Martino.

Ha pubblicato le seguenti raccolte di versi, I rabeschi della galaverna, Ghelardini, Gallarate 1982; Solchi, righe, incavi, Nuovi Autori, Milano 1989; Il profumo del fieno, Il Salice, Potenza 1990; Qualche rigo in chiaroscuro, Genesi, Torino 1998; I rabeschi della galaverna e altre poesie (riedizione), idem 2003; Del cogente succeder delle cose, idem 2008.

È presente con alcune poesie sulla rivista Vernice ed è inserito nell’almanacco paredro Un secolo in un anno.

COMMENTO CRITICO: 

In Maina felicemente convivono forme ed espressioni della tradizione con canoni e soluzioni della modernità più attuale, per cui la sua cifra stilistica sta proprio nell’accostamento voluto tra la liricità del passato, mantenuta sempre autentica e operativa, messa a contatto di pagina con le soluzioni del descrittivismo più moderno, orientato a una narratività scabra e netta, ritmata e scandita, come fosse l’articolo in corsivo di un opinionista.

Il carattere di modernità del dire poetico di Maina, dunque, è una declinazione del modernismo, che coniuga insieme l’antichità con l’attualità, e lo è in un modo personalizzato e riconoscibile, tale da fare della sua poesia una cifra di stile inimitabile.

Sandro Gros-Pietro