Flaminio Gastone Pezzuoli

laureato in giurisprudenza, vive a Bologna. Inizia giovanissimo a scrivere versi, a ventuno anni pubblica la prima raccolta, Immagini del sentimento. Con la seconda, Solitudini, uscita tre anni dopo, vince il premio nazionale Bismantova, che lo mette in contatto con un cerchio allargato di scrittori. Fin dagli inizi ottiene ragguardevoli consensi, e viene citato da Piero Bargellini nel Panorama storico della letteratura italiana Pian dei Giullari. Presentato da Giuseppe Ravegnani, pubblica L’età giovane. In quegli anni vince anche i premi Vallombrosa e Boccadasse.

Dirige una galleria d’arte in Bologna e collabora a giornali e riviste con articoli di critica letteraria e di critica d’arte. Per un certo periodo, gli impegni artistici tendono a prevalere su quelli letterari, diviene uno specialista d’arte contemporanea e consegna alle stampe lo studio, diffuso in edizione quadrilingue, intitolato L’investimento nell’arte moderna. Nel corso degli anni, ritorna felicemente alla letteratura, e pubblica nel 1995 la raccolta dei versi giovanili Fra Terra ed Infinito, insieme col poema Umana civiltà, scritto dopo aver maturato un impegno di carattere civile e religioso.

Ha quindi pubblicato L’essenza del Vangelo, 1996; I Quattro Vangeli, 1997, moderna versione poetica presentata da Giorgio Saviane e illustrata da settantacinque capolavori dei maggiori artisti europei; I Libri della Sapienza, 2002, con la presentazione dell’arcivescovo mons. Cosmo Francesco Ruppi e le introduzioni ai libri sapienziali di sei diversi biblisti; il romanzo Un alieno indaga sull’umana civiltà, 2003, nel quale trova espressione e conferma l’impegno religioso; Le più belle preghiere della Bibbia, 2004, versione presentata dal vescovo mons.

Elio Tinti, con l’introduzione del biblista Don Alberto Bigarelli. Pubblica nel 2006 Fra terra ed infinito. Canti dell’età giovane, Dialoghi franchi su questioni del mondo e Umana civiltà. Appare anche nell’almanacco Un secolo in un anno.

COMMENTO CRITICO: 

La poesia di Flaminio Gastone Pezzuoli, che nasce da una profonda ispirazione religiosa e ontologica, si trasforma in un impegno sociale di denuncia, di predicazione e di esortazione, e assume i contorni e la fisionomia di un corpo della morale e dell’etica cristiana, con cui si dovrà interpretare l’immensa scena dell’uomo contemporaneo nel mondo d’oggi: la cecità e la malvagità della sua violenza; l’inanità e la presunzione del suo orgoglio; l’orridezza e la blasfemità della sua irrisione verso il comandamento divino.

Sandro Gros-Pietro