Gennaro Grieco

è nato il 18 febbraio 1953 a Rionero in Vúlture. Nel 1973 si è trasferito a Torino. Risiede a Trana, in provincia.

È autore essenzialmente di poesia, ma anche di narrativa e di brevi saggi e interventi critici in rivista.

Ha pubblicato sei raccolte poetiche in lingua: I percorsi del sentimento (1991), Suggèsto (1993, premio «Teaterno» 1994), Rivus Niger e scritture bastarde (1994), La vocazione e le idee (1995, premio «Arquà Petrarca» 1995 per l’inedito e «Chiesetta del Monasterolo» 1997 per l’edito), Il Viaggio Virtuale (1997, segnalata al premio «Eugenio Montale» 1997 e vincitrice di una decina di premi minori), Le Trentadue Ottave (2004, premio «Lo stormo bianco-Tina Accardi» 2004), ora riunite in questo volume, e una nel ritrovato dialetto di origine: Lu cunt’ r’ lu frat’ (2003). Con il fratello Albino, agronomo paesaggista, ha da ultimo dato alle stampe Vultur – se di un luogo antico la luce cantassimo (dicembre 2005), un volume illustrato, patrocinato dall’Assessorato alle Politiche Agricole e Forestali della Provincia di Potenza, che punta sulla trasversalità fra sapere scientifico e umanistico e, in un’originale rassegna di immagini e parole sul “luogo dell’anima”, affronta il tema dell’identità del paesaggio nell’era della globalizzazione. Ha di recente raccolto la sua trentennale esperienza con la poesia nel volume complessivo Apprendimento di cose utili, Genesi Editrice, Torino, 2007.

Se si eccettua un breve racconto uscito nel 1998 in una pubblicazione premiale collettanea, con Storia penace è al suo esordio come narratore.

Figura in annuari, riviste, web magazines: Alla bottega, Artefatos (Brasile), Atelier, Comunicarte (Brasile), Controcorrente, Cultura e Società, Hebenon, Hyria, Keraunia, La Clessidra, La Nuova Tribuna Letteraria, La Procellaria, La Vallisa, Le Voci della Luna, Literary, LucaniArt, Oltre, Percorsi d’oggi, Poiein, Scorpione letterario, Tempo sensibile, Vernice, e in un centinaio di antologie, per lo più espressione dei premi letterari nei quali si è via via affermato: fra le ultime, Al centro delle parole. Poeti del 900 a Senigallia, antologia che stroricizza i venticinque anni del Premio «Senigallia Spiaggia di velluto», Ass. Culturale La Fenice, Senigallia (AN), 2005; Officina della Percezione, I Biennale di Poesia, Anterem-Biblioteca Civica di Verona, 2005; Lo stormo bianco – Premio Tina Accardi 2004, Edizioni d’if, Napoli, 2005; Un secolo in un anno. Almanacco paredro Secolo XX / Anno 2006, Genesi Editrice, Torino, 2005; Compiere miracoli, Antologia del 7° Premio «Anna Biella», Le Voci della Luna Poesia, Sasso Marconi (BO), 2006; Il Lago Verde, Antologia della III ediz. del premio omonimo, LietoColle, Faloppio (CO), 2006.

Più volte invitato a rassegne pubbliche di poesia di carattere nazionale (da ultimo, alla I Biennale di poesia “Officina della percezione” promossa dalla rivista di ricerca letteraria Anterem e al Festival Verona Poesia 2005), è stato, nel corso degli anni, membro di giuria di concorsi letterari, socio di prestigiosi sodalizi culturali (Centro Internazionale Eugenio Montale), collaboratore nazionale per il Piemonte del quadrimestrale di letteratura La Vallisa di Bari, curatore di rubriche letterarie su fogli locali (Etcetera).

È presente nella ristretta rosa dei finalisti vincitori di gran parte dei maggiori premi nazionali di poesia e narrativa per l’inedito: Spallicci, Montale, Borgognoni, Brianza inedito, Reali, Arquà Petrarca, Castagno Poesia, Rhegium Julii, Città di Salò, Sikania, Tronto, Senigallia, Montano, Il Portone, Contini Bonacossi, Etolia, Lectura-Resana, Ravasenga, Polis Poiesis, Rabelais, Castelfiorentino…

www.gennarogrieco.it

gennarogrieco.wordpress.com

COMMENTO CRITICO: 

C’è nella tensione poetica di Grieco il disperato dramma della natura chiamata a testimoniare la minaccia del degrado o meglio dell’aggressione subita dal comportamento predone degli uomini. Sotto questo profilo, si può dire che Grieco eredita una sensibilità tutta lucana a favore della natura che ritroviamo già in nuce nei due più noti poeti di quelle terre, precisamente in Albino Pierro, originario di Tursi, e in Rocco Scotellaro, nativo di Tricarico.

Dei due, il primo è certamente più votato a scandagliare gli abissi lirici dell’animo umano; il secondo, invece, è più portato a cercare una logica di apprendimento dell’operare sociale umano, per denunciare le ingiustizie, le deformazioni, le deviazioni inammissibili, gli scandali di violenza che vengono consumati nella storia spicciola di tutti i giorni a danno dei più indifesi. Ed è precisamente lungo questa linea di gusto e di impegno culturale che si sviluppa la produzione artistica di Gennaro Grieco, il cui imprinting, trasmessogli dal padre, consiste nella partecipazione politica alle vicende di riscatto sociale dei diseredati del meridione.

La questione meridionale, anche nella sua portata di pagina storica di valore patrio e nazionale, è sicuramente la madre di tutte le battaglie ideologiche di questo poeta.

Sandro Gros-Pietro