Marcella Artusio Raspo

è nata a Dronero e vive a Torino.

Laureata in Lettere classiche, ha insegnato nelle scuole superiori. Collabora con prestigiose riviste nazionali, con il Centro Mario Pannunzio di Torino (è membro eletto del Direttivo), con la Società Dante Alighieri, con l’Associazione Nazionale Poeti Autori Italiani. Autrice dei volumi di poesia Paesaggi interiori, Book Editore 1993, Il fuoco e la cenere, id. 1996, Dimore d’argilla, Lineacultura 1998, Prova d’orchestra, Bastogi 2002, Quadranti del tempo, 2006, ha vinto prestigiosi premi presieduti da Marziano Guglielminetti, Silvio Ramat, Vittorio Vettori, Giuliano Soria, Sirio Guerrieri, Ninnj Di Stefano Busà, Jas Gawronski. Tra questi figurano i primi premi nei concorsi nazionali e internazionali Cesare Pavese, Città di Torino, Città di Venezia, Iniziative Letterarie di Milano, Città di San Miniato, Fanfulla da Lodi, Trofeo Letterario Biellese, Le Stelle di Savona, in memoria di Sandro Pertini, Val di Magra-Micheloni 2000, Mario Soldati 2002, Premio Cassino per essersi distinta in campo poetico e letterario.

Si sono interessati alla sua poesia illustri critici tra cui Giorgio Bárberi Squarotti, Gian Luigi Beccaria, Stefano Jacomuzzi, Lionello Sozzi, Maria Grazia Lenisa, Miranda Clementoni, Valerio Magrelli, Giuseppe Pontiggia, Giorgio Luzzi, Silvano Demarchi, Franco Maggi, Silvana Folliero, Flavia Lepre, Francesco De Napoli, Giovanni Ramella, Delio Carnevali, Giovanni Chiellino, Sandro Gros-Pietro, Antonio Crecchia, Andrea Maia, Vincenzo Guarracino, Vittoriano Esposito, Sirio Guerrieri, Ninnj Di Stefano Busà, Piero Bianucci, Antonio Piromalli, Neuro Bonifazi, Loris Marchetti, Pier Luigi Camparini, Dante Maffia, Paolo Ruffilli, Anna Ventura. Dada Rosso e Vanna Pescatori le hanno dedicato un profilo su La Stampa di Torino. Massimo Novelli ha dedicato una recensione a Prova d’orchestra sul quotidiano La Repubblica.

È presente in prestigiose Storie Letterarie, antologie, dizionari e svolge attività critica.

COMMENTO CRITICO: 

Marcella Artusio Raspo svolge il tema del grottesco intreccio della sce­na del mondo (come si legge nel Ragazzo di Charle­ville) con una ricchezza di spunti e di soluzioni che rende la sua poesia di sicuro riferimento e d’esempio nell’intero panorama d’attualità della poesia italiana. Se la Commedia rappresenta il regesto d’alto stile di tutta la poesia in re, quello di basso stile è Das Narrenschiff (La nave dei folli), poema in ottonari di Sebastian Brant, uscito nel 1494, divinamente illustrato da incisioni, molte delle quali attribuite ad un giovane Albrecht Dürer. Tra il dramma e la farsa, tra la rivelazione e l’intrattenimento affabulatorio: in questa densità letteraria si ascrive tutto il valore di chi si interessa alla realtà.

Marcella Artusio Raspo dilata lo spessore di per sé già sviluppato dello spettro della realtà: vi transitano tram carichi di sogni, come abbiamo visto nelle tele di Aroldo Bonzagni; vi giocano i bari, come abbiamo visto nel Caravaggio; vi lu­meg­giano arenili scintillanti, come è nei plein air di Sisley; vi formicolano mercatini e boulevards, come vediamo in Corot; vi aggalla un’umanità snaturata dal dolore e dalla fatica, come testimonia Otto Dix, e via di seguito. Capolinano figurine anonime stupende, come Valentina, Virgilia, Albertine, che sviluppano un fascino calligrafico, come la Ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer.

Sandro Gros-Pietro