Klara Relino
le poesie

Klara Relino

le poesie

ALBERO

a Domenica Zanin

Ho visto
i tuoi rami
piegarsi
al peso della neve
spezzarsi
alla furia del vento
marcire
alla caduta della pioggia
inaridirsi
alla morsa del gelo
rinascere
alla carezza del sole.
Amico mio
tu che respiri
in sintonia
con la Natura
regalami sempre
la tua verde poesia
che è speranza
di vita
in un mondo suicida.

6 aprile 2006

IL POETA

a Mario Folliero

Il Poeta
è un eterno sognatore
che con le parole
gioca
a tutte le ore.

Il Poeta
guidato dal cuore
e dalla fantasia
crea
ogni sua poesia
dove rivela
a se stesso
e ai lettori
le speranze,
i sogni, gli amori
che lo fanno fantasticare,
soffrire, amare,
gioire.

Il Poeta
è un eterno sognatore
che con le parole
esprime
ciò che in segreto vuole.

19 ottobre 2006

La giornata della Memoria

Oggi
i nostri cuori
la Giornata della Memoria
celebrano
per non dimenticare
echi antichi
di un calvario
di pianti e di sofferenze
di torture e di violenze
di atrocità e di resistenze
di esecuzioni
di silenzi.

Oggi
i nostri cuori
trafitti dal filo spinato
della storia
rosari di lacrime e nostalgie
intrecciano
e nei campi dell’Olocausto
parole di speranza seminano
perché dalle vittime
dell’intolleranza e dell’odio
nazista
un futuro di sentimenti germogli

27 gennaio 2005

SOGNANO LE PAROLE

Sfumano
tra le ombre della sera
le voci dei giorno
e le parole
escono di scena
e su divani di nuvole
si stendono.

Per loro
abat-jour di stelle
accende il cielo
e nella notte che si consuma
sognano le parole
una vita fuori dal comune
sognano le parole
di entrare nel mito.

9 giugno 2005

Ai piccoli scolari di Beslan

Veli e veli di tristezza
rallentano oggi il respiro del tempo
e si smarrisce il cuore di tanti,
dipanando gomitoli di lacrime.

Kamikaze ceceni – uomini e donne –
nella scuola di Beslan in Ossezia
trasformato hanno festose voci di bimbi
in alfabeti di morte.

Ma nei giorni che verranno
humus perenne saranno
i banchi inceneriti nel grembo della terra
e dai corpi bruciati dei piccoli scolari
stelle germoglieranno che ogni notte,
nelle latitudini del cielo,
con la voce dell’anima
ninne-nanne canteranno
agli abitanti del villaggio globale
per dissolvere paure,
colorare ombre,
annullare solitudini,
ridare forma ai sogni ed alle speranze

15 settembre 2004

L’epifania del dolore

Asia del Sud-Est.
In principio
era l’Eden vacanziero
dei turisti del mondo intero
poi dal mare vene lo tsunami…
L’onda killer
incalza e dilaga
impazza
avvolge travolge sconvolge
e quando stremata si placa
Apocalisse è il nome
della strada tracciata.
Tra i superstiti tanti bambini
come uccellini caduti dal nido
stanno.
Hanno braccia aperte a carezze
occhi che frugano
tra brandelli di certezze
cuori che indugiano
su sembianze amate
su favole incantate.
Tutt’intorno
nella catarsi del fuoco
ogni vittima è cenere nel vento
e celebra la Terra
con un unico lamento
l’epifania del dolore.

27 dicembre 2004

DALLE MACERIE DELLE TWIN TOWERS

Dalle macerie delle Twin Towers,
fino a ieri solide braccia
tese verso il cielo,
oggi la Tivvù
senza sosta srotola
immagini di corpi
vestiti soltanto
di Morte,
di volti
resi irriconoscibili
dalle maschere
della paura e dell’odio,
di mani di ogni colore
che tra i detriti cercano
brandelli di ricordi
da seminare nel vento del futuro
perché non scenda mai l’oblio
su chi è stato allontanato
dal palcoscenico della vita.

11 settembre 2001

Quando l’Altro ci ama

ai bambini terremotati di San Giuliano di Puglia

Quando l’Altro ci ama
lievi come sogni
tra ricami di stelle
si dissolvono
i ricordi
di giorni amari
e con ali di speranza
il domani
cerca lembi di luce.

Quando l’Altro ci ama
si sublima il dolore
e l’orizzonte del cuore
si dilata
per far posto alla poesia
di mani
che s’intrecciano
e di labbra
dove fioriscono parole.

15 marzo 2003

SULLE “ROCCE VERDI” DI POSILLIPO

Sulle “Rocce verdi” di Posillipo
scrive ogni giorno il mare con le onde
storie di alghe, di meduse, di conchiglie
per me, per te, per i gabbiani
che con occhi intrisi di bagliori
e zampe ricoperte di spuma,
seguono il percorso del sole
che nell’eterno girotondo delle ore
nell’acqua cristallina, al tramonto
s’immerge, lasciando intorno a sé
incanti di misteriose prospettive.
Sulle “Rocce verdi” di Posillipo
scrive ogni notte il mare con le onde
storie di vento, di pesci, di lampare
per me, per te, per i gabbiani
che con occhi intrisi di salsedine
e orecchie in cui risuonano echi,
seguono l’itinerario della luna
che nella geografia del cielo si muove
per dissolversi all’alba nella liquida massa
dopo aver lasciato dietro di sé
atmosfere di trasognate nostalgie.
Ed è per tutto questo che oggi,
prigioniera di un’estate senza suggestioni,
ad occhi aperti sogno
per me, per te, per i gabbiani
storie vestite di sole e di luna
che domani il mare scriverà
sulle “Rocce verdi” di Posillipo.

Agosto 2004

UN ARCHETIPO DI VITA

a Nicola Boniello

Un’epifania di sentimenti,
azioni, eticità,
la tua storia passata.
Un rapporto tra valori,
significati, progetti,
la tua storia futura.
Una traiettoria
senza malinconie,
riposo, soste,
la tua storia presente
dove gesti, ritmi, parole,
si fissano
nelle griglie del quotidiano
mentre esplori
le misteriose profondità
della Natura per essere,
anche nella connotazione
bucòlica,
un archetipo di vita
per gli amici
di ieri e di oggi.

21 dicembre 1990