Brandisio Andolfi
le poesie

Brandisio Andolfi

le poesie

AL MIO FIANCO NESSUNO CAMMINA

Silenzi siderali sopra la sera estiva;
io ne vivo l’incanto
con la mente e lo spirito.
Non ho altri pensieri;
mi avvolge il mistero della notte;
mi abbandono al silenzio.
Cammino lentamente per meglio
sentire un alito fra le ombre:
la voce dei miei morti
che mi giunge e mi scuote.
Ne riconosco il tono.
Al mio fianco nessuno cammina,
ma i passi nel cuore ritmano in simmetria.
Accade tutto in un momento.
Mi fermo per godere l’abbraccio del respiro.
Poi niente più voce né passi
nel silenzio della notte
dove i morti mi sono parsi vivi.

(inedita)

SETE DI LUCE E D’ALBE CHIARE

È già lontano il sorriso
della dolce estate
che denudava l’amore
sotto le stelle tremule
ai respiri dell’acqua
lungo la battigia.

Piega lo sguardo
la luna smorta tra la nebbia;
svapora l’attesa
dentro il silenzio della notte.

Autunno, portami
sulle ali degli uccelli migratori
ai caldi lidi: ho ancora sete
di luce e d’albe chiare.

Portami là, dove la natura
non muta veste di colori;
dove l’amore nasce tra i palmeti
e le vergini danzano
sulle note dei refoli notturni.

Raccolto attenderò il mattino:
non sarà falso miraggio
il dissetarmi alla fonte ritrovata
di luce e d’albe chiare.

(da Come zampilla l’acqua, 1995)

NON UNO MA CENTO CAVALLI

Non uno ma cento cavalli cavalcate;
non uno ma dieci, cento, mille
chilometri percorrete
in un giorno di vita.
È tecnica baldanza quella che
fieri mostrate sulle strade nere
con i ferrei destrieri,
o giovani del 2000!
E siete pulviscolo umano
in un raggio di sole,
un soffio di vento in una tempesta,
una dimenticanza annunciata
quando terminate la corsa in uno schianto.
Ahi, quel silenzio che vi ammanta
all’istante in cui finisce la nostra vita!
Oh, quei canti che s’interrompono
dentro le ombre della notte!
Un brivido di freddo, non quello
di una sera stellata di primavera
ma d’aria gelida di morte
sui vostri giovani corpi si posa.
E siete fiori di vita recisi
che profumano d’amore!
E siete svaniti all’alba
di un giorno di luce!

(da Alberi curvi d’acqua, 1997)

OLTRE LA VITA E LA MEMORIA

Non la pioggia, né la neve, né il tuono
che hanno tempestato la tua vita,
moriranno con te, uomo.
Non le stagioni
che hanno riempito di gioie,
di dolori, di speranze il tuo tempo.
Non morirà con te
lo scorrere dell’acqua
nel fiume e nel rigagnolo,
né la nuvola bianca
che s’alza nella notte silenziosa
e spazia per il cielo con il vento
a incontrarsi con il mare
e la montagna.
Non morirà l’effige
che nasce dalla pietra o sulla tela,
né la parola
che semina di idee
i campi della storia.
Non moriranno con te
la forza del pensiero, la voce della Gloria
che porteranno il grido della Libertà
oltre i confini della Vittoria.
Non morirà con te la Poesia:
luce del tuo spirito, uomo,
oltre la vita e la memoria.

(da Oltre la vita e la memoria, 1988)

A SERA

A sera
i vecchi aspettano i sonni
tardi a venire sulla soglia dell’attesa;
i desideri d’amore
vivono gli affanni sopra letti
privi di amanti.
Tutto copre il silenzio
relegato lontano dalla città;
ogni cosa affoga lontano nel mare dell’oblio;
ogni giovane nei rumori dell’ecstasy;
la notte resiste alle lusinghe,
nutre le speranze dei giusti.
Mi corico nel letto della quiete
ed aspetto il ritorno dell’alba
all’estremo orizzonte che sbianca.

(inedita)