Il Richiamo dell'acqua

di Anna Vincitorio - Collana I Frombolieri - Genesi dicembre 2009 - edito con il contributo della Fondazione CRT di Torino

PREMIO ASSOLUTO INEDITO I MURAZZI

ANNA VINCITORIO
è nata a Napoli; vive a Firenze. Ha pubblicato di poesia: Nebbie e chiarori (Rebellato, Padova, 1982); Trama verde sull’aria (Ed. Hellas, Firenze, 1986); Il canto fermo della fine (Ed. Del Leone, Treviso, 1988); L’esilio delle tartarughe (Ed. Del Leone, Treviso, 1991); I girasoli (Ed. Funghi, Firenze, 1992); Alchimie (Gazebo verde, Firenze, 1993); Dissolvenze/flots (Gazebo verde, Firenze, 1995); L’agguato sommerso (Puntostampa, Firenze, 1997); in ’900 e oltre – Inediti italiani di poesia contemporanea (1ª ed. gennaio 1997), “Le nozze di Cana” (Ed. Italiana di Cultura, Napoli); Le nozze di Cana (Ed. Bastogi, Foggia, 1999); L’ultima isola (Puntostampa, Firenze 2000); Filastrocche per l’angelo (Tabula Fati, 2001); La notte del pane (Genesi Editrice, 2004); Sognando Estoril (Puntostampa,  Firenze, 2007 – 2ª edizione, versione spagnola, idem 2009). Per la narrativa: San Saba (dall’inedito Il limo di Eva, in “Eleusis”, 1990); L’Adelina (racconto), in “Il ragguaglio librario”, n. 6, giugno 1994; Lettera ad un amico (racconto), in “Fuori binario”, n. 14, febbraio 1996; Ermanno (racconto), in “Fuori binario”, n. 18, giugno 1996. Saggi critici e traduzioni: da Agrippa D’Aubigné, Diana (collana ex libris, Ed. Severgnini, stamperia d’arte Cernusco sul Naviglio, 1986); da G.E. Clancier, L’orée (intr. di Jean Tardieu, Ediz. Les ducats, Euroeditor, Luxembourg, 1987); da Alain Borne (pres. di G.A. Brunelli), in “Eleusis”, Firenze, 1989; su e da Aimé Césaire (ibidem, 1992); da Léopold Sedar Senghor, saggio critico e traduzioni in “Il Cristallo” (n. 2, 1994); Robert Burns, traduzioni in “Pietra Serena” (n. 21/22, 1994); Robert Burns, traduzioni e nota in “Inventario” (n. 3, 1994); da G.E. Clancier, traduzioni e nota in “Pietra Serena” (n. 26/27, autunno ’95/inverno ’96); da Tahar Ben Jelloun, Racconti, traduzioni e nota in “Collettivo R” (n. 68/71, maggio ’95/agosto ’96); Una “lettura” di Seamus Heaney di Anna Vincitorio – Poesie di Seamus Heaney, in “Pietra Serena” (n. 28/29, primavera 1996/inverno 1997); “Come vento di vela porta sapore d’avventura” di Anna Vincitorio – Poesie di Alain Borne, in “Pietra Serena” (n. 32/33, inverno 1997/primavera 1998). È apparsa su alcuni numeri di Vernice.

COMMENTO CRITICO
Questa raccolta di poesie ha vinto il concorso per inediti del Premio I Murazzi di Torino, prima edizione del 2009. La Giuria del concorso, nella motivazione premiale, fra le altre cose l’ha segnalata come “una poesia che si sviluppa, tra realtà e sogno, tra spazi materiali e spirituali, tra il certo e l’incerto, si apre al ricordo e ne ascolta il silenzio, mentre pensiero e sentimento ne disegnano la trama che si distende su corde di composta musicalità. Il linguaggio si conforma al respiro poetico”, a riprova che la poesia di Anna Vincitorio, nel libro Il richiamo dell’acqua, rappresenta veramente la dilatazione e l’invenzione del mondo, come sempre dovrebbe essere la buona poesia, che non si limita mai a semplice documentario della realtà fenomenica.

Sandro Gros-Pietro

ESTRATTO

ATTESE
Li aspettavo
Dovevano calarsi con le bianche ali
da lontananze siderali
e un sorriso lieve, misterico
Mi accompagnava lo sferragliare del treno
in fuga, nera nuvola
mugghiante e radente la terra
Ogni afflato di libertà
affogava in oscure grida
che smagliavano la notte
Eccoli ancora, fluidi
sussurrano canti ignoti
Si ode un pianto sommesso di donna,
anch’essa angelo,
china sul verde dell’erba
È forte il richiamo dell’acqua
magata di blu
dai vortici celati,
accattivante, infida
ti attrae nel fondo
Lontana una barca
svetta con volo leggero
Lontani anch’essi e in fuga
i sogni di una estate

IL SIPARIO
Quelle grida inattese nella luce tardiva
violente, tragiche
invadevano lo spazio
Il sipario sulla scena
è abbassato
Sussulti e braccia avvinte
di bambine stringono spettri
sgusciati dall’ombra
Bambole sparse nei gorghi
dell’infanzia
Si svolge un filo rosso
da una coperta slembata:
cerca in alto
il suo aquilone
bruciato nel sole di Icaro
È fuga di lacrime
e ricerca di braccia
Si muove lieve l’oleandro
con nel fiore il suo veleno

ASPETTO PAROLE
Veloce, sempre più aspro
il fischio del treno
carico di ombre
Caldi gemiti di una estate vermiglia
Rose carminio si spengono
nel vaso
Oltre la luce e l’alto muro
cosa si cela?
Aspetto parole
ma si affaccia un incendio
a lungo covato
L’ombra allungata degli alberi
faceva baluardo
e il suolo reggeva
Esile la trama
di un lontano amore
Ecco: calde folate di fuoco,
ambigui mostri
superano le siepi
affogate di silenzi
Il ventre della madre terra
è ricolmo di cenere
Volano bassi i falchi,
tremano le colombe
È tempo di migrare
Ti prepari viandante pellegrino
verso terre remote
Ma è pur sempre luce
violenta e netta
come lama corsa
Manca ogni filtro,
arriva diretta con raggi crudeli
Dove l’anima azzurra,
i sogni, l’immune speranza?
L’altare del lontano giuramento
è vuoto
Compiuto e scordato il sacrificio
Piovono frutti vermigli
dall’albero del peccato
Parole di marmo,
impetuosi sibili
di un impietoso vento
che tutto recide
come un’ascia
S’increspano le gelide acque
del padre Oceano
Grida rauche di marinai
dispersi nei gorghi
Affiorano fantasmi
tra candide frange di spuma

INGRATA ESTATE
Dietro le spalle
i tralci ingialliti
di una lontana fioritura
Terribile, torrida, ingrata estate
neghi i tuoi frutti
La bisaccia è vuota
ma negli occhi
cieco bagliore di lame
Ombre, ancora ombre
e intricati viticchi
Si intravede un approdo,
rettangolo di pace bianca,
casa sul poggio
isola e in basso,
il mare indomito dell’erba
allunga le sue verdi braccia
In alto, nella infinita distesa
delle stelle
si allarga all’albeggiare
il grido dell’allodola

TUTTO DORME
L’altra faccia della luna
ha soffuso il suo bianco splendore
sui prati sopiti
Tutto dorme
È uno strano torpore
che avvolge i pensieri
come ali
Silenti si affacciano gli uomini
le porte dischiuse sull’Immenso
I rintocchi lontani di una campana
si diffondono in raggi concentrici
Interlocutore il silenzio