poesie

ALTROVE CANTAI LA SOLITUDINE

Autore : Luigi De Rosa - inserita il 28/11/09

Da ragazzo cantai
“la gioia della mia solitudine”.

Odiavo i barconi dall’odore salmastro
e il gracchiare del loro motore
che stracciava il silenzio.

Mi piaceva soltanto una vela bianca
che ogni tanto sfiorava il turchino
“delicata come un’ave”.

Ma un giorno batté contro le rupi
un fagotto di carne e stracci
Di giorno ardeva un giallastro sole
di notte un’inutile luna
allucinava le fonde acque
mentre il relitto umano
continuava a chiamare.

“Nel mattino sereno e immenso”
sentii incrinarsi e spezzarsi in me stesso
i “sottili alberi scabri”.
Passò un barcone di pescatori
e gridai loro nell’inganno blu:
– Uomini raccogliete anche me
l’eremita che fu! –