Autore : Giorgio Bárberi Squarotti - inserita il 29/11/09

Era la voce dubbia ormai, parole
rese flebili, antica asprezza o lacrime
o semplice memoria e vani suoni,
e tanto meno il silenzio del sogno
di fiati caldi come le carezze
dolci e immagini d’amore e di morte:
che altro resta, se non volgersi avanti,
moltiplicare le contemplazioni
delle ragazze nuove, quando s’apre
la prima luce dell’autunno, ancora
a mezzo fra maglie candide e fianchi
nudi e bruni, e così il tempo in fretta
trionfa e smuore, e dopo riappaiono
i corpi freschi e antichi e poi scompaiono,
segni, forse, illusioni, desideri
del nulla per chi pure crede d’essere
ancora, e non è più se non figura.

Mappano, 16 marzo 2001