Autore : Giorgio Bárberi Squarotti - inserita il 29/11/09

Lievi giorni di marzo, neve o prime gemme
di rosa o l’alterna luce sontuosa
di primule e di soli rapidi e alacri,
abbassate e disperse lì le canne
secche ora che le acque a lungo parlano
fra loro e con le incerte corse e sguardi
delle prime ragazze, trasparenti
e labili: la sua voce, anche, fra dolci
parole dell’inverno che muore, uniche
che annunciano colui che viene contro
le ire, le strade crudamente rese
diritte contro mite ambage, curvi
boschetti, e già i fiori, già l’amore,
due ragazzi vi si sono perduti,
ilari e salvi, mano nella mano
riappaiono lentamente, vedono
ora il bambino nella citazione
o culla che mai sia, piange un poco, donne
stupite non sanno se riconoscerlo
o non c’entra per nulla in questo tempo
se mai sia vero e indifferente, vano.

Mappano, 16 marzo 2001