poesie

Il mandorlo

Autore : Giovanni Chiellino - inserita il 29/11/09

Sublime bellezza del mandorlo in fiore!
Piume d’angelo appese alle sue cime!
L’albero da me più amato
perché v’incontrai Te aggrappata, nel precipizio,
ad una sua radice. Mi facevi segno di avvicinarmi,
di non aver paura. E io allungai la mano
per afferrarti: d’allora non ci siamo più lasciati.
Ora, in questa primavera un po’ precoce,
mi offre il mandorlo i suoi timidi fiori,
mi sorride e macchia di un bianco lieve,
con brevi tocchi di rosa, l’arco azzurro del cielo.
Un pittore premuroso ha usato i colori più tenui,
quelli che vagano nel silenzio della solitudine
e nella scarsa luce che annuncia l’alba.
Mi dà una profonda tristezza: mostra nel passare
della brezza la fragilità del suo e del mio essere,
contiene il vuoto della perdita e la pazienza dell’attesa.
Come il sorriso innocente della fanciulla
annuncia la risata assordante dell’eros,
il fresco fiore del mandorlo precede la vampa dell’estate.
Sta solitario in bilico tra terra e mare, tra terra e cielo,
indeciso tra l’inverno e la primavera;
è l’impossibile pausa tra il vivere e il morire.

Un’incertezza di Dio nel suo Giardino?

Certamente è un’onda di fantasia nel mare del pensiero,
un messaggio d’amore soddisfatto scritto
sul libro dell’universo con divina grafia.
Mi suggerisce il suo pallore quella curva del seno,
la più delicata nel frutteto della donna, che dischiude
le porte della gioia e traccia il sentiero verso l’eterno.

Dove si placa il volo ansioso del gabbiano?

Ora più che mai, mia cara, i nostri corpi si uniscono
e Dio si compiace nel nostro alito per creare la vita.
Mio mandorlo in fiore sei il bianco vessillo della tregua
nell’occhio guerriero della natura,
sei vaga vibrazione di luce sull’orlo della notte.