poesie

A mia madre

Autore : Fernando Maina - inserita il 24/11/09

Cantavano a notte
gli strigidi del bosco.
Alta faceasi piena la luna
e tu, madre, t’abbuiavi in viso,
poiché la civetta che canta
lascia una pena,
ci toglie il paradiso.
Eri per noi più che trepida,
apprensiva.
Se talora uno strepito si udiva
salire dai cortili,
lasciavi stoffe e fili
e ad alta voce chiamavi i nostri nomi.
Furon di certo i numi,
che a ben voler m’avean per certi assiomi,
a salvarmi dal correre infocato
sotto una jeep guidata da un soldato.
Ed altre volte l’Angelo divino
benevolmente mi tolse d’impiccio.
Quel che tu non potevi divinare
lo fecero i Custodi,
ed io oso sperare
che pur pei figli dei tuoi figli
stian, per lor virtù, oggi a vegliare.