poesie

SAGOME D’INUTILITÀ ANAGRAFICA

Autore : Gennaro Grieco - inserita il 24/11/09

(Italoàziacrazìa)

E dunque la pioggia, la pioggia di acqua persin essa stanca,
a lavare-levare il sangue sulle gengive ancora tumefatte,
su sbiadòri di morte nel viola inafferrabile, persin tenue,
dell’uso-abuso di una storia all’epilogo; sullo sfondo,
con titoli senza sussulti
che stancamente raggomitolano assenza di finalità, alla fine,
come di nastro consunto, pellicola rabberciata, prima
– in corso d’opera sonnacchiosa
e pigramente trascinata – e senza magnetismi o fonie
giunta che sia al termine del viaggio: sbiadòri statici,
scevri d’attese, muti, spenti in dissolvenza prospettica
nel viola indicibile della morte – annunciata – dell’ultima ribalta.

In contestualità di tempo, in un altrove il più prossimo,
nelle ombre – già sanguinarie e ora fermamente vigliacche –
sulla costa di fronte ai marosi, in un pensionato che ospita
sagome d’inutilità anagrafica dettata dal ricatto permanente
del libero-arbitrario mercato,
la madre degli ovvi presagi cresciuta in esercizio di speranza,
svillanata nelle ansie linfatiche dai demiurghi-demagoghi,
lentamente si sta spegnendo
anchilosata dalla rassegnazione, ignara di gengive tumefatte,
dei fatui sbiadòri della morte, di tonalità inafferrabili del viola,
del fremito ultimo di suo figlio che non potrà nemmeno piangere.
(E dire che aveva sempre – regolarmente – pagato le tasse).

29 agosto 1992