Autore : Carlo Alfonso Maria Burdet - inserita il 29/11/09

per la Signora Viglongo

dietro le montagne
il sole si spegne
accendendo di rosso questo cielo
sopra le montagne
dove se passa qualcosa
sembra pesce argentato
il silenzio parla
dentro il petto
palpitando irregolare come una carezza
la sera poi la notte
oggi ch’era sereno: luna
e la città ordinata
alza i lumini sparsi
e corre ronzando per i corsi e le vie
ma già più lontano
le colline la notte
le confonde con il cielo
quasi dimenticato
un pezzo di specchio
per la luna il fiume non si ferma
fumano le ciminiere
il cuore piange
a stenti scomparsa indecisione
il petto si riposa
dormono i monumenti con le spade in mano
una bicicletta lenta
cammina tra i binari
gira la chiave
e gira il calendario
nel vecchio borgo
una fontana sola
della chiesa l’ore
battono eterne
scale e cortili
balconi e abbaini
sui tetti freme un riverbero delicato
freddo
il viale passa solitario
i semafori lampeggiano giallo
rotola nel letto di metallo
tra lenzuola fresche di bucato
sotto il quadro col ramo d’ulivo
un sogno
le montagne come scale
scivolano verso la meta
grande cucina di mamma Marianna
il nonno bambino dorme
la pipa accesa il secchio cigolando
papà Francesco scende alla fontana
è l’alba
passata Via Levanna
papà e la zia gli zoccoli di legno
scivolano sul ghiaccio
poi Via Bianzè
Caterina malata
scompare tra i lenzuoli
lesto disegno
la casa il babbo vestito da lavoro
la mamma rispolverando
e dettaglio un gatto
che non mai ci fu
Corso Svizzera
quasi lo spazio d’un anno
due funerali la fuga
e mi procuro ancora
pestando le foglie dell’inverno
S. Anna, il Santus, il Corso
hanno un sospiro
rimorso
lenta s’apre la notte
che divora un altro giorno
i negozi son chiusi
il barbiere il lattaio
il panettiere
il cartolaio che è un altro
il giornalaio… non c’era
e un semaforo
rosso verde giallo
le persiane filtrano i colori
il telefono al muro riposa
la buca delle lettere
aspetta
un nuovo giorno
e nessuna cosa
passi di passanti frettolosi
rumori eterni noti
aprono le finestre
i cuori e respirano
materassi e lenzuoli
tutto semplice
che va avanti da solo
c’è l’angolo Via Medici
la Chiesa
Via Bianzè
Via Digione
Piazza Risorgimento
Via Rivara
e zia Rina
i tram
il mercato
le frutta
i fiori
e continua come la filastrocca d’un bambino
Torino
Torino
Torino
tu sei la stufa e io il gatto

Brasilia, 12.1.1981