Filippo Giordano

Ritratto di Filippo Giordano

Accademico

nasce a Mistretta dove lavora come funzionario dell’Istituto Nazionale Confederale di Assistenza, patronato della CGIL. Ha pubblicato di poesia: Spirale, Catania, 1976; Se dura l’inverno, Bologna 1980; Villaggio fra le braccia di Morfeo, Palermo 1981; Strambotti per viola d’amore (antologia), Palermo 1985; Del sabato e dell’infinito, Palermo 1992; L’amore epigrammato, Forlì 1993; Rami di scirocco (antologia), Mistretta 2000; Scorcia ri limuni scamusciata, idem 2003; Il sale della terra, idem 2004; di narrativa Voli di soffione – piccole storie di minima gente (racconti), idem 2001; di matematica Perfetto 6, il file nascosto dei numeri primi, idem 2001; Primi di Mersenne e numeri perfetti, idem 2002; Osservatorio delle terne pitagoriche primitive, idem 2002; Ntra lustriu e scuru, idem 2006; Minuetti per quattro stagioni, idem 2007.

Il sale della terra, libro di poesie che nell’intento dell’autore, vuole essere un omaggio alla umanità attraverso il racconto in versi di alcune delle sue più grandi scoperte (dal fuoco alla parola, dalla scrittura alla poesia, dal canto alla musica, dalla sfericità della terra all’atterraggio sulla luna, dalla radiofonia al telefonino, dalla foto al cinema, scoperte che hanno fatto grande l’uomo senza però dimenticare che del tempo egli è solo un piccolo segmento e la terra vista dal lontano spazio è “appena un punto”) nel corso del 2005 ha raccolto vari riconoscimenti (primi premi e menzioni speciali): Premio Messina, Premio Università popolare degli anziani di Villabate, Premio Antica Badia di San Savino, Premio Città di Marineo, Premio Il Convivio dei Giardini Naxos e Premio Asla di Palermo.

COMMENTO CRITICO: 

Vi sono due punti fondanti della poetica di Giordano: l’aspetto dell’apertura verso l’impegno civile e l’aspetto della sensibilizzazione verso le problematiche dell’ambiente naturale e antropologico. Accanto a queste problematiche, che rimangono una traccia di stile e di contenuto in tutta la produzione del poeta di Mistretta, vi è anche la tematica della grande ricapitolazione storica e, quindi, della ricostruzione del cammino della civiltà.

Giordano utilizza la poesia anche come laboratorio di ricostruzione della coscienza storica dell’umanità in viaggio lungo il cammino faticoso della civiltà, dagli oscuri primordi preistorici agli albori della modernità e fino anche ai risultati più recenti dell’attualità, rappresentata dalla sostituzione del lavoro umano con quello delle macchine e del calcolo mentale con l’intelligenza cibernetica.

Su di questo versante, Giordano presenta un discorso poetico che apre all’esaltazione epica delle fatiche umane sostenute nella temperie dei secoli, rivisitate in una visione che ha del celebrativo e che inquadra la presenza dell’uomo sulla terra nella convinzione di un percorso di ascesa e di conquista, sostanzialmente ascrivibile a una indicazione laica e positivista del pensiero umano.

Sandro Gros-Pietro


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