La Via Lattea che dà il titolo a questo romanzo è in realtà una via molto terrena, poiché si riferisce al “Buen camino”, vale a dire al famosissimo Cammino di Santiago.
Lo percorre e lo narra passo passo (è proprio il caso di dirlo) il famoso cosmologo Olivier De Maistre, alter ego illuminato e colto dell’Autore.
Egli compie questo cosiddetto viaggio dell’anima con il fine di rintracciare il giovane figlio di un’amica scomparso lungo quel sentiero. Troverà infine il ragazzo, ma in realtà il suo percorso si rivelerà assai intenso, ricco di suggestioni e di esperienze fisiche e intellettuali che lo indurranno a riflettere sulle sue convinzioni più radicate e sulla necessità di trovare l’autentica salvezza attraverso la conoscenza di sé stessi. Riuscirà anche a far luce sui suoi autentici sentimenti nei riguardi di Edyta, l’amica a cui ha promesso di ritrovare il figlio.
Nel suo tenace incedere incontrerà curiosi e interessanti personaggi come padre Manuel, sacerdote in cerca della fede smarrita e Joy, giovane coraggiosa locandiera ammalata di sclerosi multipla.
Giovanni Braida ci racconta questo cammino con estrema cura e grande dovizia di particolari e cenni storici tanto che il lettore quasi si illude di essergli accanto e di vivere con lui un’avventura affascinante e irripetibile.
La Giuria del Premio I Murazzi-XIV Edizione assegna all’unanimità il primo Premio Assoluto per la Prosa Edita a Giovanni Braida.
Il libro Galileo, oltre le stelle di Corrado d’Elia, valente autore, regista e drammaturgo italiano, è un’opera di genere poliforme, sottesa tra il saggio, la prosa e la poesia, con la natura del recitativo drammatico, che è realizzato con un impegnativo monologo teatrale. L’opera assume un valore di alta significanza per l’eccezionalità del soggetto cui si riferisce, cioè al genio universale di Galileo Galilei, già rappresentato in una visione nietzschiana di “umano, troppo umano”, con un anticipo filosofico da parte di Galileo di oltre due secoli e mezzo rispetto a Nietzsche. L’Autore rappresenta lo spirito libero dello scienziato che attraverso il solo uso della ragione e della sperimentazione scientifica si libera dalla gabbia di falsità degli ideali assoluti e apre infiniti orizzonti alla scienza umana. Grande cura sviluppa l’Autore nell’accostarsi con devozione ammirativa e con sentimento di profonda e partecipata compassione ai tormenti dello scienziato, alle sue paure, all’importanza dei suoi rapporti di empatia verso il prossimo, alla prodigiosa dimensione della genialità a contrasto con la fragilità umana del suo carattere personale.
La Giuria del Premio I Murazzi-XIV Edizione attribuisce all’unanimità il Premio di Prosa Edita a Corrado d’Elia.
Questo libro ci racconta una delle tante storie di migrazioni italiche verso l’Argentina. Siamo negli anni del secondo dopoguerra, anni complicati di faticosa ricostruzione accompagnata da ferite difficili da rimarginare, vendette e rancori in un’Italia povera e semidistrutta dal devastante evento bellico. In questo contesto un imprenditore senza scrupoli decide di chiudere la sua azienda tessile per spostarla appunto in Argentina offrendo ai suoi malcapitati tecnici e operai di trasferirsi laggiù per avviare la nuova attività. Coloro che accettano, compresa la famiglia del piccolo protagonista, si trovano ben presto ad affrontare una realtà totalmente sconosciuta e imprevista scoprendo con amarezza di essere stati crudelmente ingannati.
L’intera vicenda è tuttavia raccontata attraverso lo sguardo ingenuo e fanciullesco del protagonista che la vive come una fantastica avventura distaccandosi per quanto possibile dal complicato e turbolento mondo dei grandi che sovente non riesce a capire. Per lui e per il fratellino Alvise si tratta in definitiva di un’esperienza piena di sorprese e incredibili scoperte tra cani, cavalli, bizzarri animali selvatici che sono infine costretti ad abbandonare con rassegnata tristezza per far ritorno in patria.
La Giuria del Premio I Murazzi-XIV Edizione attribuisce all’unanimità il Premio di Prosa Edita a Emilio Barbarani.
Francesco Bianchi è uno scrittore italiano che si è distinto nel genere del romanzo di documentazione a tema storico memorialistico, attraverso una serie di premiati libri come Il coraggio dei vinti (2023) e Cefalonia. L’ultima speranza (2024). Grazie a un “patto di lettura” convenuto con Associazioni della Memoria e alcuni Comuni italiani si è favorita la diffusione di tali libri all’interno delle scuole. Il volume Tigri e colonie sviluppa in forma romanzata una storia autentica italiana, che coniuga il periodo della forte ripresa della colonizzazione libica realizzata dall’Italia a partire dal 1929 fino alla seconda guerra mondiale con il periodo finale della seconda guerra mondiale quando il reparto combattente indiano delle Tigri, sbarcato con gli alleati, prenderà posizione contro la tedesca Linea Gustav, presso Pesaro, e il soldato indiano Mehr accomunerà la sua nostalgia di avere perso contatti con i suoi figli come ugualmente tocca in sorte ad Attilio ed Erminia per effetto delle deportazioni obbligatorie dalla Libia dei bimbi di età compresa tra i 4 e i 15 anni.
La Giuria de I Murazzi-XIV Edizione all’unanimità include il romanzo Tigri e colonie tra i Finalisti del Premio di Prosa Edita.
Per aver rappresentato, con prosa scorrevole e chiara, problematiche di grande attualità sulla condizione femminile e sui cambiamenti sociali, attraverso una saga familiare ambientata nel Sud d’Italia tra il ’700 e il ’900, con particolare attenzione alla psicologia delle figure descritte e al contesto socio-ambientale.
La Giuria de I Murazzi-XIV Edizione all’unanimità include il romanzo Quando le donne non si arrendono tra i Finalisti del Premio di Prosa Edita.
Per aver raccontato, con una prosa coinvolgente e diretta, luci ed ombre di un’intensa passione amorosa, mettendo in risalto gli aspetti talvolta “tossici” e dolorosi di un sentimento, quando questo sconfina in forme di possesso malato sfociando in una dimensione di dominio perverso.
La Giuria de I Murazzi-XIV Edizione all’unanimità include il romanzo Malamore tra i Finalisti del Premio di Prosa Edita.
Per l’originalità e la particolarità del testo in cui viene rappresentato quel mondo torinese degli anni ’60/’80 ben noto all’autrice per essere stata essa stessa stilista e creatrice di moda in quella stagione storica, e per aver saputo fondere nelle sue pagine il mondo sartoriale dell’ago e del filo, con godibili spaccati di cultura e costume.
La Giuria de I Murazzi-XIV Edizione assegna all’unanimità la Menzione d’Onore a Mimma Carbone.
Il libro I ponti di Filippo De Masi si presenta come una matassa quasi inestricabile di proposte in chiave di spin off, germoglio abbozzato da precedenti strutture, proiezioni in futuro, ricordi del passato nel significato etimologico del termine di re-cor ossia di ritorni verso il cuore, per eventi di dolore o di gioia, fatti di vita quotidiana, con situazioni di fantasy, in un continuo trasumanar dantesco di viaggi tra questo e l’altro mondo, eleggendo come sorta di guida per i protagonisti Paolo e Alessandra non già Virgilio, neppure Beatrice e ancora meno Stazio, ma un tal pittore vetusto e mal in arnese che si chiama Picasso e che potrebbe essere la controfigura di Pablo, sempre che I ponti permettano il collegamento tra l’invenzione e la realtà. Mirabile esempio di trasfusione della realtà in pura immaginazione, anche ammettendo il percorso inverso, con una spirale di eventi, che richiama alla mente l’irraggiungibile capacità inventiva di Miguel de Cervantes, senza possibilità di incasellare l’esperienza artistica in un genere ben canonizzato di letteratura accademica, ma comunque opera di sicura complessità creativa.
La Giuria de I Murazzi-XIV Edizione all’unanimità attribuisce la Menzione d’Onore a Filippo De Masi.
Il romanzo di Edi Fabris ci svela una lunga e articolata storia famigliare ambientata in Friuli, un’irrequieta e tormentata terra di confine attraversata da eventi storici e sociali di grande drammaticità in particolare tra fine ’800 e prima metà del secolo scorso.
La famiglia Brinis li vive tutti: dall’Irredentismo alla grande guerra fino ad arrivare al ventennio fascista.
Il protagonista principale del racconto è Giulio Cesare Brinis che, pur di sfuggire all’arruolamento da parte dell’impero austroungarico, fugge a Firenze. Qui collabora con il giornale “La Voce” e poi diviene un convinto socialista ben presto perseguitato dalle camicie nere della nascente dittatura fascista che lo costringono infine a lasciare l’Italia per rifugiarsi in Argentina.
Attorno a lui si muovono altri interessanti e umanissimi personaggi che completano le vicende della famiglia Brinis narrate con una prosa scorrevole e affettuosa cura dall’Autore.
La Giuria de I Murazzi-XIV Edizione assegna all’unanimità la Menzione d’Onore a Edi Fabris.
Guido Caffè è un giovane di belle speranze che, affascinato dal mondo del cinema, lavora all’occasione come comparsa sui set romani. Si troverà, suo malgrado, ad affrontare una storia di strani omicidi la cui origine pare addirittura risalire al nefasto periodo delle brigate rosse e all’assassinio dell’onorevole Aldo Moro. Guido è particolarmente attratto dalla vicenda anche perché proprio al delitto Moro aveva dedicato la sua tesi di laurea. Aiuterà così l’affascinante e tormentato commissario Esther Palma nelle complicate indagini che porteranno infine a un esito sorprendente.
Alessandro Ferranti ci narra questa intricata vicenda con una prosa di efficace immediatezza e attenta caratterizzazione dei suoi principali personaggi.
La Giuria de I Murazzi-XIV Edizione all’unanimità attribuisce la Menzione d’Onore a Alessandro Ferranti.
Per la felice struttura di questo romanzo storico, ambientato nel periodo delle rivoluzioni di fine Settecento, ricco anche di affascinanti intonazioni sentimentali, con una particolare attenzione ai cambiamenti politici e sociali che hanno sconvolto il Sud Italia, narrati con ricchezza di dettagli e con spiccata padronanza stilistica.
La Giuria de I Murazzi-XIV Edizione all’unanimità attribuisce la Menzione d’Onore a Raffaele Messina.
Anna Chiara Venturini è una scrittrice ferrarese, concittadina del compianto e notissimo scrittore Roberto Pazzi, nonché autrice di romanzi sempre premiati, di cui l’ultimo si chiama Se il cielo fosse femmina e rappresenta una storia di rinascita totale, vissuta dalla protagonista Cecilia, che si trova ad affrontare il doppio dolore più devastante per una donna: perde la figlia Celeste il giorno del parto e contemporaneamente muore anche Andrea in un incidente, suo compagno e padre di Celeste. Proprio nel luogo sacro dove Cecilia e Andrea vengono sepolti, prenderà spunto la rinascita di Cecilia, dal rapporto di generoso aiuto e di luminosa empatia sviluppato con i colleghi di lavoro. Cecilia si abbandonerà come una fanciulla alle cure affettive dei suoi colleghi e costruirà un rapporto di presenza nell’altrove con la figlia Cecilia, cui racconterà favole di consolazione e di sogno, come quella del bacio del buongiorno, probabilmente scritta in omaggio al Bacio della buonanotte, di Marcel Proust, contenuto in Dalla parte di Swann.
La Giuria de I Murazzi-XIV Edizione all’unanimità attribuisce la Menzione d’Onore a Anna Chiara Venturini.












